L'oasi è la speranza di chi cammina nel deserto, una speranza spesso vanificata da "miraggi" che sembrano, ma non sono. Così è la vita di molti nostri fratelli, che pur vivendo in una città grande e apparentemente confortevole come Milano, sono in realtà nel deserto: deserto di relazioni, di affetti, di mezzi di sussistenza. E' per questa ragione che nel 1977 è nata l'associazione "Centro di Solidarietà San Marco", fondata dal parroco Don Giovanni Marcandalli e da un gruppo di volontari che credevano, e credono, nel diritto di tutti alla propria dignità, nell'importanza di fare qualcosa di concreto per i più deboli, utilizzando al meglio i talenti che Dio ci ha dato.
Diamo alloggio a giovani uomini a rischio di grave emarginazione sociale e senza dimora, a malati di mente rifiutati dalla famiglia, a disoccupati, ad handicappati, ad alcolisti, a ragazzi borderline. All'inizio la nostra acoglienza notturna aveva solo sei posti letto ed il nostro progetto da accoglienza era quello di dare una breve ospitalità, in una situazione protetta, a chi ne aveva bisogno. Nel 1995 gli ospiti aumentarono a dieci e nel 2000 sono diventati quindici.
Ora stiamo cercando di percorrere nuove strade pedagogiche per passare da una cultura assistenziale e normativa ad una cultura relazionale e affettiva. Come per la volpe del Piccolo Principe vorremmo addomesticare e non domare: "Addomesticare è una cosa da molto dimenticata e vuol dire "creare dei legami"... non si conoscono che le cose che sia addomesticano... gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Cosa bisogna fare?... Essere molto pazienti... In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino... ".
In particolare ci identifichiamo in una modalità che prevede l'ascolto e l'accoglienza in una comunità che cerca di offrire, oltre alla cena, a un letto e alla prima colazione, soprattutto relazione, dialogo e condivisione. Durante la permanenza nella nostra accoglienza ogni ospite elabora il proprio progetto, cioè il percorso con cui proverà, sostenuto da noi, a recuperarla propria vita affettiva e sociale. Per tentare di non vanificare le relazioni costruite durante l'Accoglienza Serale, a partire da Settembre 2001 abbiamo deciso di aprire il nostro Centro anche di giorno. In questo modo possiamo comprendere meglio i nostri ospiti per cercare di aiutarli a conoscere se stessi e le proprie attitudini e aspirazioni.
Un'ulteriore opportunità è rappresentata dai nostri alloggi protetti in cui alcuni ospiti (anche non provenienti dalla nostra accoglienza) affrontano una fase di semi-autonomia aiutati da educatori e volontari, prima di riprendere a camminare da soli.
I legami e le relazioni che si creano nelle diverse situazioni e contesti possono consolidarsi nei tempo e possono portare a risultati piccoli ma significativi e durevoli. Sono anche questi piccoli risultati che ci motivano a continuare mentre dagli inevitabili insuccessi cerchiamo di trarne spunto per affinare i nostri interventi.
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Floralia
Weekend di solidarietà: fiori, prodotti della natura e molto altro…
Visite guidate (fra il culturale e il floreale) all'interno della chiesa di San Marco
http://www.floraliamilano.org |
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